Il tesoro di Nada e Renato.

Chi mi segue da tempo sa che sono nato A Quaracchi ma cresciuto a Brozzi, con la gente di Brozzi. E’ li che ho imparato il valore del Socialismo, della cultura e soprattutto dell’amicizia che in casa mia era evitata come la peste,nemica, fastidiosa.La vita, come tanti di noi, mi ha strapazzato in mille esperienze e alla fine ho dovuto reimparare il mestiere dell’amicizia che nel tempo aveva perso valore. Tra gli incontri rari e privilegiati, umanamente parlando, devo mettere al primo posto Giusi, una persona davvero rara, una logudorese dal cuore unico. Questo incontro mi ha letteralmente cambiato la vita facendomi riscoprire valori dimenticati ed il sapore dell’amare disinteressatamente. Giusi è una specie di kamikaze dell’amore e dell’altruismo.

Altre sono le persone meravigliose che come tutti ho incontrato ma non potrei citarle tutte perchè ognuna ha una storia lunga e complessa, perciò non me ne vogliano, ci amiamo e lo sappiamo.

Ma una devo raccontarla se pur brevemente. Moreno, figlio di due persone fuori dall’ordinario, Nada Giorgi e Renato Ciandri, il partigiano Bube. Moreno è una persona speciale, frutto dell’amore e dei principi dei genitori e penso abbia le stesse caratteristiche di Nada, dolce ma fermo e senza paura nei principi. Con Moreno stare insieme, viaggiare per un concerto, scrivere e fare musica ha un sapore tutto speciale, raro e come dico sempre, il “viaggio” è il fine della vita, perchè è nel viaggio che le cose accadono.

La base fondante di quel che si fa insieme mi riporta alla bella gente di Brozzi che mi crebbe umanamente e per me è struggente. E’ un omone Moreno, con una voce alla Paolo Conte, grande e grosso e pilota una gru da cinquanta tonnellate ma dentro è come un bambino, coltiva e pratica sentimenti spesso perduti nei più. Ha una vita dura e lastricata di dolore e forse è questo il suo privilegio, perchè quelle cose lo hanno scolpito come un vecchio ulivo pieno di cicatrici ma che riesce a dare un olio dal sapore divino.E’ un concentrato di bellezza interiore e standoci insieme te la passa come una flebo. Con lui ho riscoperto il valore assoluto dell’amicizia nell’accezione più alta.

In fondo sono un privilegiato.

 

Grazie Giusi, grazie Moreno vi amo.