Ferrari e mandolino

Non seguo “seriamente” nessuno sport ma qualche rimembranza di quand’ero ragazzo, fa si che mi piaccia ogni tanto, sbirciare Moto GP e Formula 1, così per passare un’ora. Ieri 16 Settembre 2018 mi son visto qualche minuto di gara, diciamo la partenza. Poi invitato a cena da amici sono uscito ma il risultato lo sapevo già ed i commenti di Vettel nel dopo gara già li conoscevo pure quelli…E’ diventato italiano Vettel, campa di scuse, Mercedes e Hamilton ti fanno il culo ogni volta, punto.

Anni fa una pianista classica cinese, che vive e insegna ad Hong Kong venne ospite da me per un mese ed alla fine mi chiese di iniziare una collaborazione con la scuola di Hong Kong. Mi spiegò che in breve mi sarei arricchito grazie alla smania che certa classe di  cinesi (i cinesi che vivono sull’isola, non hanno assolutamente nulla a che fare con i cinesi della terra ferma…) stravede per arte, moda e cucina italiana. Mi chiese di visitare  prima, alcune delle scuole di musica che conoscevo a Firenze. Fu un bagno di sangue, me ne diede una summa devastante riguardo a mezzi tecnici, organizzazione e logistica delle stesse.In una parola, le crollò il mito italiano.

Il ponte Morandi è crollato da oltre un mese e pare non vi sia ancora il commissario per la ricostruzione. Motivo: tra Lega e 5 Stelle si stanno becchettando sulla nomina ed altre amenità a noi oscure.

Bene, dunque la nomea mandolino, spaghetti e mafia, che anni fa mi mortificò al mio arrivo a Los Angeles, è quà sul tavolo, in tutta la sua tragica verità.

Il mito Ferrari è oramai carta seppia e gli antipatici team menager, insieme all’antipatico Hamilton, si organizzano e fanno polpette di un mito che oramai ha solo il nome, la Ferrari. Si, si vede nelle interviste, i responsabili del box Ferrari hanno più “cuore” la barba incolta, l’orologio a carica manuale Zenith lasciato dal nonno, un fare amichevole, forse è il mandolino? Forse è la pizza? I tedeschi di Mercedes sono freddi, antipatici, poco amichevoli ma calcolano anche come levarsi una caccola e al polso sicuramente hanno un IWC ultima generazione. Non ci parlano dei wurstel o dell’Oktober Fest,, e nemmeno di Beethoven o di Wagner, vanno al sodo, fanno quello per cui son li, in quel momento.

Le scuole di musica, la musica…basta andare su you tube per vedere che talenti (non ancora maggiorenni)  sfornano certi Paesi (non l’italia eh). Noi amiamo campare di ricordi, il bel canto, Toscanini, la Tebaldi, Pavarotti ma anche Urbani, Rota e via e via e poi potremmo passare al cinema, con tutti i giganti, attori, fotografi e registi del neo realismo, ce n’è a mazzi. Ma son tutti morti ed il cinema italiano di oggi, tolto qualche grande talento, non ne è nemmeno l’ombra. Gli investimenti, la programmazione, le selezione vera (e non per raccomandazione) mancano tout court.

Chi in italia, oggi, avesse la fortuna di aver talento, in qualsiasi disciplina, è bene sappia che sarà solo come un cane, dovrà mettere insieme pranzo e cena con mille trucchi da prestigiatore, chi ha talento e va avanti oggi, può essere equiparato ad un Salvo D’acquisto, un eroe vero. Chi ha talento, dovrà anche mettere in conto l’eventualità incomprensibile, di mollare, di lasciare il violoncello e fare il pizzaiolo, perchè è così che va in italia, si sperperano e si umiliano i talenti, la volontà, lo sforzo onesto e incondizionato.

Il ponte Morandi, stessa roba con l’aggravante di quasi cinquanta morti. Stessa inefficienza, stessa mala improvvisazione, stesse piccole meschine lotte di potere che hanno contraddistinto ogni italica tragedia, non ce la facciamo ad imparare, a cambiare. Non ce la facciamo a capire che la proverbiale creatività, il proverbiale saper improvvisare italico, non basta più, il mondo va oggi, ad un’altro passo.

Ecco perchè la Ferrari, anche ieri è campata di ricordi mentre gli altri zitti zitti ci hanno aperto il culo.

Ecco perchè da una banale gara di Formula Uno si può facilmente leggere un Paese intero.

 

 

 

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