Cosa temo ci aspetti.

Fino all’epoca Berlinguer c’era una specie di “normalità”, anche il popolo e le sue reazioni parevano “normali”. Destra, centro e sinistra, non pareva difficile schierarsi, far politica, partecipare. In linea di massima c’era anche il rispetto tra avversari. Furono fatte grandi opere, conquistati diritti sindacali e inevitabilmente vi furono anche ruberie sui grandi appalti pubblici. Le mafie c’erano, eccome ma parevano “confinate” in certi luoghi, certe attività, in realtà la ‘ndrangheta stava già internazionalizzandosi, espatriando capitali e competenze.

Poi un delirio,a sinistra soprattutto, da Occhetto in avanti, una pletora di simboli e nomi da confondere anche un veterano della politica. Lotte di poltrone, invidie, orticelli, incompetenze e infine un PD che ha dato la spallata finale. Poco dopo ecco arrivare la sinistra minoritaria, piccoli agglomerati che parevano il nuovo ma che invece si sono accoltellati tra loro, nella confusione di barconi e articoli 18.

Nel frattempo accade un deja vu, l’italiano medio già di per se tendente a destra e spesso al fascio, stufo di questi teatrini inconcludenti, cerca altro e trova un finto nuovo, il 5 Stelle. Evito di descrivere questo movimento che per me usa i mezzi della rete come farebbe Scientology. In tanti si rifugiano li dentro, forse convinti che il modo di far politica, oggi sia questo. Ma appena arrivano al governo del Paese, cosa accade?  Accade che per via di certe dinamiche elettorali, mettono il Paese in mano ad un qualcosa che l’italiano medio sogna da 70 anni: l’uomo solo al comando, l’uomo forte, il “ghe penso mi” berlusconiano ma questa volta rozzo, sbrigativo, finto incolto e astuto manovratore di cervelli assetati più di vendetta che di giustizia.Salvini è uno che ha capito bene, come sfruttare l’attuale livello culturale disastroso dell’italiano medio.

Sta raccogliendo i frutti dei danni culturali fatti anche dalla sinistra, non solo da Berlusconi, come amiamo pensare per scaricarci la coscienza.

Capace di cavalcare tutto e tutti, passa dai barconi, agli artigiani veneti alle mafie. E’ diretto, fino al rozzo, impietoso (nel nome del popolo italiano) giusto, minaccioso con le mafie (a parole) Fa addirittura dimenticare il passato e le ruberie della Lega, talmente abile da prendere voti da chi a suo tempo offese, il Sud.Usa abilmente l’Europa a suo piacimento, ne parla o ne sparla, a convenienza. Maniche di camicia rimboccate, miete il grano come il duce, rispolvera una scenografia mai dimenticata, in fondo al cuore sempre anelata “Uno che si fa il culo e risolve tutto al posto tuo”

E’ la voglia soddisfatta dell’italiano da sempre fascista dentro, la soluzione sbrigativa a mali secolari ad una involuzione culturale devastante, è lui l’uomo che “Ghe penso mi”

Nel frattempo, la sinistra, colpevole di avergli consegnato l’Italia, continua a far salotto nella confusione di idee e nomi. Alcuni ancora cavalcano un effetto, le migrazioni, senza andare a proporre il fare su argomenti che ne sono la causa, senza proporre soluzioni vere e concrete all’italiano medio che non ce la fa per davvero. E dire che risolvere i problemi dell’italiano porterebbe anche alle soluzioni per i disperati che arrivano da fuori. Non ce la fa questa sinistra, vuol cavalcare a tutti i costi una sorta di pietismo da missionario in Africa.

Ecco, vi dico che questo Salvini ce lo terremo per molti anni, questo siamo stati capaci di produrre come sinistra.Nonostante in alcune zone del nostro Paese vi siano menti e forze sane che propongono e fanno, fanno per davvero, anche in Calabria, dove anche starnutire senza il benestare della ‘ndrangheta può essere pagato con la vita. Esiste dunque ancora, una sinistra sana, fattiva, concreta, onesta ma è una piccola minoranza ahimè.

 

Annunci