La cultura, sta a sinistra?

La riflessione nasce da una serie di pensieri banali ma attuali.Oggi ognuno “fa sciopero solo per se” e finchè un italiano avrà i soldi per la pizza e un lavoro o un lavoricchio, non si interesserà di altri o di altro. Insomma, finchè il “tuo” non viene leso, il resto non ti interessa.Intendiamoci, mica è una novità, no ma certo che negli ultimi anni questo pensiero, questo comportamento è arrivato al parossismo, è diventato strutturale e culturale. Non è mica un caso, chi è cresciuto negli ultimi 20/30 anni, che esempi ha vissuto, che formazione culturale ha avuto?Noi che crescemmo nei 70′ avemmo l’immenso privilegio di venir su con Guccini, Lolli, BMS, Area, Napoli Centrale, Jannacci, Gaber e via e via. Queste persone, quei testi, ci formarono letteralmente, ci diedero un’idea di società ideale. Appunto, gli ideali. Oggi la musica è troppo spesso solo business, intrattenimento di basso profilo, circo, svago, totalmente priva di “visioni” di ideali.Oggi sono una piccola minoranza gli artisti che sognano di “contribuire” al bene comune, alla formazione dei giovani.Quella gente la faceva arte ma faceva al contempo, scientemente, cultura, formazione, addirittura politica in fine. Non era sbagliato ma anzi era fisiologico, giacchè la musica e i testi nascono dal contesto sociale e quindi deve gioco forza occuparsenee al contempo cibarsene.Le fazioni politiche della Sinistra, per decenni si sono arrogate la paternità di questo patrimonio artistico ma non era la musica ad andare verso sinistra, gli artisti non sognavano una società di sinistra ma piuttosto una società giusta, equa, umana,una società basata sul valore dell’inclusione. Era la Sinistra che  prendeva la cultura e incoscientemente, spudoratamente la usava senza farsi domande, pareva fisiologico: Cultura=Sinistra.Oggi, dopo almeno 30 anni di distruzione (ragionata) del sistema scolastico, del sistema culturale, dei luoghi deputati all’incontro ed alla produzione di cultura, oltre che dei finanziamenti, ci ritroviamo cittadini in gran parte sub culturati, sudditi.Cittadini vittime dei fake dei social, totalmente indifesi culturalmente. Una massa priva dei mezzi intellettuali per elaborare una critica, un concetto, una visione di società.La Sinistra non se n’è accorta, ha perso pezzi di cultura pian piano per strada e oggi, in crisi identitaria profonda, continua a far riunioni di partito,di correnti, continua ad usare il politichese “Il tema di fondo è…”  Continua a parlare dei difetti del “nemico” di turno ma io dico che è questo stato di cose a produrre i Salvini e non il contrario.Un risanamento della Sinistra e della società  passa inevitabilmente dalla convinzione  che le arti sono il veicolo principale per formare coscienza, per formare cittadini che abbiano un senso critico, per dar loro i mezzi per elevarsi e fare scelte giuste, eque, per evitare atteggiamenti schizzofrenici.Quindi, ripartire dalla cultura a tutti i livelli, fin dall’asilo. Finanziamenti, spazi, soprattutto questi, convinzione che davvero la cultura è il pass partout delle coscienze. Senza cultura non c’è un Paese possibile, senza cultura, la Sinistra non è differente dalla peggior destra.Il testo di una canzone ha più forza e forgia più coscienze di mille bandiere rosse.Smettiamola di suonare Bandiera Rossa o Fischia il vento alle feste, mentre nel frattempo trattiamo le arti, la cultura come un accessorio, diversamente i Salvini avranno la strada spianata (da noi) e decenni  di gestione del Paese.Meno riunioni segaiole, meno liti di cortile e cultura cultura cultura.

Io la vedo così.

 

 

 

 

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