Punto di non ritorno?

In passato, in Europa sappiamo esserci state molte fasi economiche differenti, che hanno creato alti e bassi nella società e in fine inevitabilmente nella cultura. L’esperienza fatta direttamente o letta sui libri di storia, ci ha reso arroganti nel pensare che prima o poi ci sarà una ripresa che coinvolgerà i due aspetti sopra citati. Una sorta di nuovo Rinascimento fiorentino, nazionale ed europeo.

Io non credo che questa volta accadrà  e i fattori sono molti. E’ come quando una persona si ammala di varie malattie, fino ad un certo livello, fino ad una certa età biologica il corpo ha le energie e le risorse per recuperare, oltre una certa soglia si muore, è fisica elementare.

Questa crisi dura da tanto tempo, troppo, ed ha coinvolto il 99% degli strati sociali, in Europa e naturalmente in Italia.

Due parole sulle arti, sulla cultura, il resto, economia e sociale son troppo complessi per potermi permettere di affrontarli.

Questione primaria , rispetto al passato le questioni sono oramai troppo intrecciate tra molti Paese e gli interessi pure, vedasi le guerre di vario tipo, armate ed economico culturali. Il che rende la matassa indistricabile senza falcidiare milioni di persone.

Questione “secondaria” nel declino perverso è iniziata una vera e propria strage di istituzioni culturali, operatori, artisti e tutto ciò che gira attorno. Questo ha irreversibilmente distrutto un patrimonio materiale ed umano irriproducibile, infine, l’ultima vittima, il pubblico, il fruitore, truffato con prodotti scadenti venduti per arte.

Quando una azienda fallisce, scompaiono i macchinari, la materia prima, gli operai e la dirigenza, insieme a questi, per mancanza di ossigeno, muore tutto l’indotto.

La morte delle arti creerà una società disumana, indifferente ed insensibile, con effetti che io prevedo catastrofici.

Come un episodio che accade a migliaia di chilometri da noi, prima o poi ci coinvolgerà nel suo effetto, così la scomparsa di un artista ha lo stesso effetto.

La soluzione io non la conosco, è troppo vasto e profondo questo terremoto ma  se non la mia generazione, è certo che le prossime si troveranno di fronte ad un contesto sociale ed economico devastante.

Nel frattempo, in maniera miope, ci preoccupiamo di chi sbarca per “invaderci” e imporci la propria cultura. Non è un male, la nostra è già morta, solo che molti non se ne sono accorti e continuano a programmare il proprio futuro, personale e familiare, quando un futuro non potrà esserci, almeno non come siamo abituati ad aspettarcelo.

 

In campana…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...