Non c’è nulla di sbagliato ad essere sbagliati.

Basta poco a far star male una persona, a farla sentire una persona “sbagliata”, soprattutto se giovane, inesperta della vita come è logico che sia. Oggi giorno poi la cattiveria raggiunge subito e facilmente gli altri col web. Ti siedi alla tastiera e in pochi secondi puoi devastare una persona, così.Ma come è fatta una persona sbagliata, cosa significa esserlo e poi chi lo decide!Quando ero bambino in casa, genitori e nonni mi chiamavano bastian contrario, ero spesso in disaccordo ma cercavo sempre la discussione, il confronto, per come può essere a quell’età.Sinceramente non mi rendevo conto di questo ma ricordo che ero molto spesso a disagio, soprattutto odiavo tutte le convenzioni e le ricorrenze che tutti festeggiavano, a partire dal compleanno, non saprei dire perchè, era così e basta.Crescendo, gli amici presero il sopravvento sulla famiglia, amavo stare più con gli amici che in famiglia, non lo nego.

I miei miti, crescendo, divennero e me ne rendo conto oggi, tutti gli sfigati, i contro corrente, Tenco, Endrigo, Guccini, Lolli, De Andrè ma anche e soprattutto il Banco del Mutuo Soccorso, gli Area, Napoli Centrale. Tutti musicisti, si perchè in casa mia i libri non son mai esistiti ed io che in 59 anni ne ho letti una decina, penso di essere il più erudito in famiglia. Mia mamma, classe 1932 con la prima elementare, da bambina andava scalza da Firenze a Prato a chiedere l’elemosina bussando alle porte. Mio babbo classe 1923, quinta elementare presa al collegio di Santa Marta a Coverciano. Era finito li a 10 anni perchè mio nonno se n’era andato di casa lasciando moglie e 5 fratelli bambini senza sostegno ne economico ne affettivo, era sparito, punto. A 18 anni mio babbo fu spedito dal collegio, con una lettera di presentazione in tedesco, alla Heinkel a Rostock, Mar Baltico, un posto nel quale, alcuni inverni molto freddi, il tratto di mare tra la Germania e la Danimarca si ghiaccia e come mi raccontava mio babbo ” Ci passano sopra i Tigre” La domenica, lo svago di andare con altri ragazzi operai italiani a vedere le onde del Baltico e sognare casa.Quindi eccolo in Germania del nord nel 1941 a fare l’apprendista alla fabbrica di aerei, mandava i soldi a casa. Poi arriva l’otto Settembre del 43 e l’armistizio di Badoglio. Mio babbo, come molti altri disperati, passa da operaio a internato nei campi nazisti.Io tutte queste cose me le ricordo, per me sono una mia personale cicatrice perchè era nella carne dei miei genitori ed io non posso liberarmene.

Oggi il mio andare contro corrente, a modo mio, che sia nella musica o nel teatro ma anche nei miei comportamenti giornalieri, rappresenta per me anche una sorta di rivalsa per quello che i miei hanno dovuto affrontare ma mi viene naturale per fortuna. Mi piace essere uno “sfigato” uno che fa cose strane e si comporta in maniera strana. In una società che ci vuole consumatori uniformati, io mi dibatto e rendo arduo questo compito, anche se ne pago il prezzo, ovvio.Per questo dico ai genitori, se ritenete di avere un figlio “strano” un figlio fuori dai soliti schemi, accuditelo, tenetelo da conto e considerate questa cosa che vi è capitata, una ricchezza che capita a pochissimi genitori fortunati, anche se questo crea delle sofferenze.Io oggi forse capisco perchè i miei genitori hanno sempre maledetto il mio anticonformismo, una condizione che mi ha sempre accompagnato fin da bambino, loro hanno avuto, come molti al tempo, una esistenza tremenda ma io vivo il mio tempo. E credo che ilmio più grande ringraziamento nei loro confronti, sia proprio quello che hanno sempre maledetto, il mio andare contro corrente, la mia libertà in fondo.Io la pago ogni mattina e ogni sera ma me la posso ancora permettere.D’altronde essere contro corrente costa, quindi genitori e figli pagatene il conto sorridendo.

 

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