Le scuole contano?

Mi limiterò ad esprimere un mio parere esclusivamente sulle scuole di musica, per il resto anche se la situazione è  simile ma sarebbe un discorso troppo vasto e fuori dalle mie competenze.

Seguendo la politica o meglio “certa politica” e vedendo in quali condizioni è ridotto il popolo, non restano che certe conclusioni.

In generale, le parole inglesi sostituiscono in buona parte quelle italiane, qualche esempio: Jobs act, start up, over promise, under promise, goals, business plan etc etc Viene fatto talmente spesso in tv che oramai molti iniziano ad accettarlo  “E’ il futuro…”.

Questa cosa è seria non soltanto perchè cancella la nostra nobile e raffinata lingua ma soprattutto perchè fa coppia con lo svuotamento del significato e spesso, peggio, ne altera il significato, qualcosa di simile fecero fascisti e nazisti ma che cosa c’entrano le scuole di musica?Certe scuole di musica, tutto questo lo fanno invece con i fatti, rappresentati dall’organico, i programmi, le finalità ed il percorso,orde di iscritti a canto,chitarra e batteria, fanalino di coda gli ottoni, i legni e amenità simili.Ogni 50 iscritti a canto o chitarra ne trovi 1 a tromba, forse e nessuno a trombone, per dire.

Le scuole a traino delle tv e dei media, senza una propria identità, senza un percorso “reale”, il tutto all’esaltazione dell’ego dello studente ma senza nemmeno proporre un percorso serio e completo perchè ritenuto “palloso” e inutile. Mi fu anche detto che insegnare solfeggio o armonia era roba inutile…(!?)

Ne risultano orde di pischelli e pischelle arroganti, ignoranti come capre e tutti concentrati sul loro ego, fondato, quest’ultimo, su presunte doti “naturali” eccezionali, a fare da supporto al tutto, babbi e mamme orgogliosi del pupo e ansiosi di vederlo quanto prima sul nobile palco nazionale, San Remo. La capra è spesso vestita da star, ancora prima di imparare a distinguere un diesis da un bequadro…

Siccome ho la presunzione di credere che la formazione culturale/tecnica di una persona sia centrale per una società giusta e sana, ecco che la frittata è belle che fatta.

Non avete idea di quante persone iniziano un percorso di studio della tromba e poi dopo poche lezioni mollano “Pensavo bastasse soffiare…”La tragedia è che queste persone o alcune di queste, te le ritrovi su qualche palco ma soprattutto è il fatto che vanno a votare ed incidono sul futuro di tutti.

Non è tanto grave che si formi uno pseudo musicista ma il fatto che si evita di insegnare un meccanismo base fondamentale per una società equilibrata, giusta, il concetto sforzo/risultato.Ritroviamo tutto questo anche nella vita di tutti i giorni, dove la “furbizia” lo stratagemma sostituisce l’onestà (verso se stessi in primis) e la competenza vera.Chi passa giornate a studiare in fondo viene visto come un fesso “Il mondo è cambiato” gli dicono…

Chi viene a lezione da me, purtroppo per lui, che voglia fare il professionista oppure lo spazzino che suona per diletto, subisce lo stesso trattamento, è costretto a  sorbirsi la litania del “Le cose si fanno bene, si studia e ci si sforza al nostro meglio, senza trucchi o scorciatoie, poi verrà fuori ciò che siamo, nel bene e nel male e non c’è nulla di tragico nello scoprire che non siamo nati per diventare Michael Jackson, possiamo al massimo fare lo spazzino, è la vita, impariamo ed insegnamo ad accettare anche la sconfitta”

Per tutte queste considerazioni ritengo appunto certe scuole di musica, compartecipi di un declino cultura, morale ed economico del nostro Paese.

Più studio e meno paillettes.

 

Ciao

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