Riflessioni nel tempo dei Festivals

Noto con una certa tristezza una mancanza diffusa di solidarietà tra musicisti, comportamenti scadenti laddove basterebbe un minimo di senso di categoria, quella umana.
La cosa mi fa impressione perchè la gente come noi non va nel campo a raccattare pomodori per pochi euro, non va in fabbrica a mozzarsi le dita sotto una pressa. La gente come noi ha spesso l’ardire di farsi chiamare artista,ha l’ardire di maneggiare materiale “sacro” talvolta sgorgato dal cuore di geni assoluti che avevano l’umiltà e la fratellanza come cifra.
E mi chiedo come potremo farcela se le piccole furberie, le meschinità, il basso interesse pervadono anche le menti di chi dovrebbe contribuire a elevare lo spirito e la mente di chi questo lusso non può permetterselo.
La musica in primis ma anche le altre arti umane sono inutili se considerate un fine e non un mezzo.

Non è che suonare musica ci renda automaticamente “elevati” se si è persone scadenti si rimane tali, a meno che non ci sforziamo di cambiare…

 

Non abbiamo il diritto di indignarci dei fatti negativi intorno a noi se non lavoriamo per  migliorarci, non deve indignarci il ladro che ruba, perchè fà il suo “mestiere” ma chi ha deciso di avere a che fare con le arti “come dovrebbe essere? come dovrebbe comportarsi?”

Davvero qualcuno pensa che le opere d’arte dei giganti siano frutto di sola tecnica o di solo genio?

Fare musica, fare attività artistiche richiede come in un rapporto di coppia, saper amare gli altri, senza tecnica non c’è arte, senza cuore non c’è arte.


Avvicinarsi a questo mondo, pretendere di entrarvi e usarne le creature senza avere un cuore e una mente puri, rappresenta una menzogna prima di tutto verso se stessi.

Dovremmo riflettere ogni giorno che noi fortunati tocchiamo lo strumento, lo stesso giorno che un operaio va in fabbrica, lo stesso giorno che un disperato va a raccattare pomodori a pochi euro.

Annunci

Non mi ci posso riconoscere.

E’ forse giunto il tempo di chiedere a se stessi “di cosa fai parte?”

Non lo so, davvero, anche il genere umano fa così tante cose orrende che non ci terrei a farne parte, quindi non mi ritengo facente parte di questa razza, mi dicono che è così ma io non ci credo. Forse alcune persone vengono da qualche altro strano pianeta, la cosa mi torna perchè vivere con questa strana razza mi crea molti e continui disagi, fino a tendere a  farmi terra bruciata intorno. Ecco allora la soluzione per darmi pace, provo a fare una lista della lavandaia di cosa mi accerchia, letteralmente e magari capisco finalmente chi sono io, non è detto ma ci provo.

Non faccio parte di quelli che applaudono alla bara che esce dalla chiesa, di quelli che è il fine settimana e bisogna uscire, di quelli che pensano di fare musica col diploma, di quelli che chiamano chiunque artista, come acqua fresca, di quelli che guai se gli graffi la macchina, di quelli che in banca e in chiesa abbassano la voce, di quelli che criticano la Chiesa ma amano il Papa, di quelli che credono in un Dio sperando gli salvi il culo da una vita squallida, di quelli che fatti una storia alternativa ma non divorziare, non smembrare la famiglia,di quelli che a 50 anni scrutano vogliosi ragazzine con 35 anni di meno e magari hanno prole a casa,di quelli che vanno ai concerti di quelli famosi appunto perchè famosi, di quelli che alla tastiera del PC aggrediscono con la bava alla bocca ma poi tutto il loro ardimento si spegne insieme al PC, di quelli che protestano per il lavoro sottopagato ma poi li trovi a suonare gratis,di quelli che vorrebbero ammazzare gli immigrati ma la domenica sono a messa, di quelli che il calcio viene prima di tutto, di quelli over promise, under promise, personal trainer, personal shopper, misunderstanding,Job place, week end, selfie  e via andando, di quelli che le donne non son tutte troie, per carità ma comunque a volte se la cercano, di quelli che io lavoro e guido il SUV  mia moglie fa i piatti e stira i panni, di quelli che salgono sui mezzi e per sedersi per primi ti spappolano il fegato a colpi di gomito, di quelli che non essendo nessuno cercano di vivere la vita degli altri in mille e mille maniere, financo con una miserabile foto d’accatto , di quelli che con il Web leggono due informazioni e son tuttologi,di  quelli che negano diritti altrui nel timore di perdere i propri,  ma nemmeno di quelle che hanno capito che la parità è fare il culo a chi lo ha fatto a noi, di quelli che è Buddista quindi è una brava persona, di quelli che non crede in Dio quindi non può essere felice, di quelli che una religione qualsiasi è fede, l’ateismo no, di quelli che sbraitano per la difesa dell’embrione ma sono dei gran pezzi di merda dentro, di quelli che interpretano il mondo attraverso i telegiornali, di quelli che è il primo Agosto si deve partire, magari per andare affanculo ma l’importante è partire.

 

Mi spiace, davvero ma in qesta “umanità ” non mi riconosco non mi ci posso riconoscere e non ci provo nemmeno, mi conosco…

 

Ecco, per cui mi riesce difficile capire dove poter stare di sicuro da molto tempo, il disagio mi è compagno fedele.