Rossella Casini

Fine Luglio 2014, Giusi, Tobia,Fiamma, Marino e io partiamo per alcune repliche tratte da “Ultimo domicilio sconosciuto” e “Niente altro che la verità” in Calabria. Palmi, Cropalati e una puntatina a Badolato, Soverato e Polistena.Terra magnifica la Calabria, fatta da gente tosta e di carattere, colori, profumi e cibo forti come la gente. Tanta gente ci ha accolto e ospitato senza riserve e soprattutto “rischiando” come sempre succede quando si accoglie chi parla di mafie e fa nomi e cognomi. Abbiamo trovato tanta gente che parla di Rossella e delle altre donne morte di ‘ndrangheta. Abbiamo incontrato intellettuali, scrittori  e giornalisti che sognano una Calabria diversa e per questo si stanno battendo senza riserve. Abbiamo trovato gente “comune” che scende in piazza con la propria faccia e denuncia il malaffare e in un posto in cui prendere il caffè con la persona “sbagliata” o rifiutarlo può rappresentare il nostro schierarsi e spesso morire per questo. Devo per forza ringraziare le persone che hanno messo il cuore e la faccia per ospitarci e farci lavorare in tranquillità, Enzo,Barbara,Gaetano,Mario e la moglie di cui non ricordo il nome, che insieme alla figlia Mimma ci hanno messo a disposizione la bellissima casa di Palmi,Anna e suo babbo un fantastico “svitato e creativo” oltre i 70, Franca, Fabrizio, Achiropita,Luigi.

Abbiamo visto la tonnara di Palmi dove fu gettata Rossella fatta a pezzi, turbinio di sensazioni, inevitabilmente.

Passi poi dalla zona di Cirò e vedi una zona industriale devastata, abbandonata e una terra violentata ma poi vedi anche le bellezze mozzafiato di Badolato alta,Cropalati e i colori assurdamente belli degli aranceti, di un verde intenso impressionante, appunto una terra forte, decisa, cazzuta, come il suo popolo.

Alla fine le emozioni son state tante ma il conoscere Gaetano Saffioti e poterci parlare in privato è stato un privilegio. Gaetano, un omone alto e grosso, barbuto che fuma continuamente sigari Toscani. Intorno a lui, testimone di giustizia, sempre la scorta in borghese. Ma dai pantaloni spuntano inquietanti le pistole.

Appena ci parli esce subito il vero Gaetano, un uomo dolcissimo e di una umanità che ritengo rara: Gaetano ama la sua terra e il suo popolo e cosa  che mi ha sconvolto, non una parola di odio o rancore verso chi lo ha costretto alla scorta, solo parole pacate e di pace. Potrebbe fare il filosofo o il poeta Gaetano e non scherzo, ne ha la cifra e l’umanità, invece gestisce una grande azienda di costruzioni ma in Calabria non è più riuscito a vincere una gara d’appalto ed il motivo è ovvio.

Vorrei chiudere citando una frase che Gaetano ha rivolto al pubblico presente alla serata e al dibattito in Piazza Mazzini a Palmi “La mia scorta amici di Palmi dovreste essere voi, bastano piccoli gesti per cambiare questa terra, non prendere un caffè che ci viene offerto dalla persona sbagliata o non offrire un caffè alla persona sbagliata, voi dovreste così isolare i mafiosi, così come loro hanno fatto con me…”

Abbraccio simbolicamente con queste parole di Gaetano, tutta la gente onesta di Calabria sperando che in futuro decidano di “camminare” a fianco di Gaetano con la certezza che le cose si possono cambiare.

Possiamo quindi scegliere se sacrificare altri eroi o decidere  invece di  fare ciascuno un piccolo gesto quotidiano diverso, così che le cose cambino senza che altri debbano morire per la nostra indifferenza, per la nostra paura.

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