Nuove miserie

C’erano navi che dall’Africa e dalle isole del Pacifico portavano schiavi, questi schiavi contribuirono a fare quella che oggi si chiama in gergo popolare America, i discendenti di questi schiavi oggi sono segregati in tutti gli Stati Uniti,poi fu la volta di milioni di Italiani, sporchi, poverissimi, incolti, emigrarono in ogni parte del pianeta, oggi sono 60 milioni questi Italiani emigrati, una parte di questi esportò la mafia in varie parti del globo, Chicago oggi è una megalopoli in mano al malaffare di matrice Italica. Molti anni fa, la città di Prato iniziò un declino mostruoso nell’economia della città che era basata sui filati e i tessuti. Arrivarono per fortuna i primi Cinesi che presero in affitto centinaia di capannoni industriali pagando affitti talvolta spropositati, ai Pratesi non sembrò vero, oggi gli stessi Cinesi non piacciono più, si son fatti “furbi”.

Al sud Italia si raccolgono frutta e verdura con la manovalanza di orde di disperati Africani pagati come noi lo eravamo nel 1800 e fatti vivere come topi in baracche di cartone e senza acqua e servizi igienici, nell’evoluto e civile nord Italia, specialmente in Veneto, altre orde di disperati Africani, Indiani Cingalesi e Filippini, sono spesso sfruttati e sottopagati, nell’evoluto (e cattolico) e civile Nord.

Poche ore fa una tragedia annunciata, l’annegamento di tantissime persone nel mare di Lampedusa, il Mediterraneo, il mare culla della civiltà Greca, il mare che bagna i paesi che hanno creato la Filosofia, il mare di Troia, Cartagine, Atena, Roma, pilastri della nostra storia.

Questo accadimento però vede infastidita molta gente “benpensante” questi “negri” che vengono ad affogare nel posto dove io ad Agosto porto i bimbi al mare, che sconcezza questi popoli sottosviluppati.

Come disse un ragazzo Africano in lacrime “Noi Africani abbiamo lavorato 300 anni senza prendere soldi…” riferendosi ovviamente alla vecchia e nuova schiavitù.

Invece noi occidentali, scaltri, eruditi, evoluti, eredi di Platone, do Socrate di Dante, da loro, dall’Africa e dal terzo mondo in generale abbiamo preso e continuiamo a prendere di tutto, materie prime e schiavi a costo ridicolo.

Peccato, davvero peccato che anche di fronte a tragedie come questa di Lampedusa, la memoria ci faccia difetto e non si riesca ad avere un rigurgito di dignità e chiederci “Ma quello che stiamo facendo a questa gente è giusto?” Se su quelle barche, sudicio, affamato, disperato ma anche ingenuamente speranzoso, ci fosse mio figlio, mi sembrerebbe ancora giusto?

A che cosa ci sono  serviti secoli di Filosofia, Biblioteche famose in tutto il mondo e stracolme di sapere se poi il nostro cuore è duro come l’alabastro e se il nostro senso di cosa è giusto e cosa è assolutamente inaccettabile fanno pena?

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