A cosa servono le arti e la cultura?

Chi abitualmente visita i siti di musicisti professionisti troverà questo blog un pò ingenuo, poco professionale e con molti riferimenti che vanno “oltre” la musica, specialmente nei commenti che corredano i brani alla pagina Music.

La cosa è voluta.

A me non interessa la musica di per se, interessa ciò che con la musica posso  cercare di “dire”, la musica di per se è solo una sequenza di suoni più o meno gradevoli., questo se la consideriamo il “fine” ma se la vediamo come un mezzo per trasmettere qualcosa di autentico, ecco che nascono le melodie che arrivano al cuore e non si sa per quale misterioso motivo, emoziona.

Sento un gran parlare di economia di finanza e cose del genere ma io vedo nella storia del genere umano troppa sofferenza e non dipende banalmente dallo status economico, dipende dalla mancanza di cultura e dalla mercificazione delle arti, questo genera una umanità disumana e fraintendimenti sul senso della vita generando infine anche guerre.

Gli oggetti che ci circondano sono costruiti per essere usati e le persone, tutte, per essere amate. Io guardo il mio tempo e invece vedo che gli oggetti vengono amati e le persone, usate.

Quando i popoli si incontrano si mescolano e convivono lo fanno sempre pacificamente, sono le persone che giocano col potere e il denaro che stimolano i popoli alle guerre manipolando gli istinti più bassi del genere umano.

Per questo penso che non sarà l’economia a salvarci, potranno farlo solo la cultura e le arti, se mai gli verrà concesso.

 

 

IncubiQuotidiani(La Tromba e le sue gatte da pelare)

Eh si, tutte quelle questioncelle tecniche che spesso sono un incubo per chi inizia a studiare l’amato e odiato “tubo”, inizi che speri basti soffiare e pian piano  ti accorgi che soffiare non è che la minima parte di una montagna di roba da far rabbrividire anche un Cosacco incazzato nero!

Ma oramai il tubo è in casa e capire come diavolo funziona è il minimo che ti aspetta, cosi’ ti armi di un ottimo e acclarato metodo e se non ti sei giocato tutti i neuroni, anche di un ottimo insegnante ma poi strada facendo ti accorgi che l’oggetto che rischia di diventare un incubo non è il tubo ma la musica che ci sta “dentro”.

Quindi ti butti a capofitto anche nel solfeggio, la teoria, l’armonia e non pago ti avventuri pure nell’improvvisazione, un suicidio a tutti gli effetti.

Strada facendo (se ne fai…) il sospetto dei sospetti diventa certezza: sui metodi non c’è traccia della “musica” nel senso creativo del termine ma solo montagne di esercizi ma tu ascolti Monk, Mingus, Miles e altri degenerati del genere e ti chiedi “ma dov’è Monk in tutta questa marea di note?”

E’ semplice, non c’è, i metodi sono concepiti per formare ottimi strumentisti, non musicisti, sono concepiti per affrontare esami di Conservatorio pallosi come una partita di calcio Brozzi contro Brucianesi.

Prova ne sia che il mondo (L’Italia soprattutto) è pieno di diplomati che hanno un discreto bagaglio tecnico e li senti eseguire benino esercizi da metodo ma appena gli chiedi “musica” eccoci all’ovo, siamo in un mare di merda, non ve n’è traccia ma non è colpa loro, ovvio.

Se hai culo trovi un insegnante colto e soprattutto grullo, cioè disposto a farti crescere per davvero, rivelandoti quello che ti servirà per avvicinarti ai degenerati appena citati (Monk e compagni) ma siffatto insegnante è davvero raro poichè certi “segreti” gli hanno richiesto una vita per essere appresi e digeriti e non te li trasmette nemmeno se piangi in Armeno antico.

Ecco cosi’ nascere il mio “IncubiQuotidiani” il mio metodo stile Bignamino, formato A5 e quindi tascabile, ovvero: non ci son scuse si può leggere pure al cesso!.

Questo metodino salvavita prova a rivelare tutto questo e in un modo che definirei pratico, pragmatico, semplice, talvolta demenziale.

Leggerlo e studiarlo non vi farà vedere la Madonna di Civitavecchia e non vi farà trovare la Belen ignuda nel letto ma certo vi aprirà un mondo e vi aiuterà a entrarvi dentro finalmente capendoci qualcosa e facendo crescere in voi l’idea che forse anche voi potete entrare nel ristretto gotha dei degenerati di cui sopra, pur con le dovute differenze visto che stiamo parlando di giganti del XX° secolo…

Di certo c’è che non è un metodo come gli altri, non si trova nei negozi, è manoscritto, insomma è roba da pazzi ma vale la pena leggerlo.

Per info contattatemi pure, poichè faccio parte di quel ristretto novero di insegnanti grulli di cui sopra.

Stefano